GIUDIZIO AL FILM: 




id.; di IVAN COTRONEO; con VALERIA GOLINO, LUCA ZINGARETTI, LUIGI CATANI, VINCENZO NEMOLATO, CRISTIANA CAPOTONDI, LIBERO DE RIENZO, MONICA NAPPO, MASSIMILIANO GALLO; drammatico; Italia, 2011; durata: 98’;
Napoli, 1973. Peppino Sansone (Luigi Catani) ha 9 anni e vive in una famiglia bizzarra e disfunzionale, con una madre (Valeria Golino) in depressione che si è chiusa in un alienante silenzio e un padre fedifrago (Luca Zingaretti) che tenta goffamente di tranquillizzarlo. A distrarre Peppino sono i suoi giovani zii Salvatore (Libero De Rienzo) e Titina (Cristiana Capotondi), hippies e festaioli, ma soprattutto suo cugino Gennaro (Vincenzo Nemolato), che si crede Superman. Quando però quest’ultimo muore all’improvviso, Peppino, grazie alla sua fervida fantasia, lo riporta in vita, immaginandolo come il famoso supereroe e affrontando “insieme” a lui le vicissitudini quotidiane.
Il primo film da regista dello scrittore e sceneggiatore napoletano Ivan Cotroneo (che ha adattato per lo schermo il suo romanzo omonimo) è una di quelle opere prime che, oltre che per una buona fattura, brillano anche e soprattutto per un felice e sapiente equilibrio delle parti: regia e sceneggiatura ben calibrate e ricche di spunti interessanti, un gruppo di attori bravi e ben diretti alle prese con personaggi tutti azzeccati, e una valida e sapiente componente tecnica (da notare la fotografia di Luca Bigazzi), capace di dipingere con cura e sentimento la fremente capitale partenopea, cornice viva e brillante di una storia originale, divertente, coinvolgente. Anche il personale ed importante riguardo ai sentimenti è attento e controllato. Certo, ad essere pignoli si potrebbe segnalare qualche riserva (la discutibile voce fuori campo iniziale che poi sparisce, qualche caduta nella retorica drammatica nella parte centrale, la forse eccessiva moltiplicazione continua di situazioni e caratteri), ma nulla di trascendentale: “La Kryptonite nella borsa” è un esordio che fa ben sperare in un’opera seconda. Presentato con successo all’ultimo festival di Roma.




Non si può parlare di opera prima, perché Cotroneo lo si conosce, anche per ciò che ha fatto in tv. Bastava che facesse un passo in avanti. Bel coraggio da parte sua.
@ Gegio:
Sono d’accordo, Cotroneo non è certo un novellino, e fa davvero piacere vedere che è finalmente passato anche al timone di regia.
Prima o poi, ma in un’altra vita, affronterò quella fiction che danno in tv.
Questa volta non sono d’accordo con la tua recensione. Mi trovo al polo opposto (quello negativo): http://onestoespietato.wordpress.com/2011/11/26/la-kryptonite-nella-borsa-tanto-carino-quanto-insipido/