GIUDIZIO AL FILM: 




“Hugo”; di MARTIN SCORSESE; con ASA BUTTERFIELD, BEN KINGSLEY, CHLOE MORETZ, SACHA BARON COHEN, RAY WINSTONE, JUDE LAW, EMILY MORTIMER, CHRISTOPHER LEE, MICHAEL STUHLBARG, RICHARD GRIFFITHS, HELEN McCRORY; drammatico; USA, 2011; durata: 125’;
Parigi, anni Venti. Rimasto orfano, il piccolo Hugo Cabret (Asa Butterfield) vive in solitudine nella stazione Montparnasse di Parigi, con l’unico obiettivo di riparare un curioso automa lasciatogli dal padre (Jude Law). Deciso a scoprire quale segreto nasconda il misterioso robot, durante la sua ricerca il ragazzino troverà sorprendenti risposte nell’incontro con la coetanea Isabelle (Chloe Moretz) e con il di lei padrino, ovvero il burbero George Méliès (Ben Kinglsey)…
Per “Hugo Cabret”, tratto da un romanzo per ragazzi di Brian Selznick adattato per lo schermo dallo sceneggiatore di successo John Logan (“Il Gladiatore”, “The Aviator”), Scorsese si allontana dal suo registro abituale per adottarne uno più “spielberghiano”. A questo proposito, nel suo sensazionalismo da “storia per famiglie” con echi di Dickens, “Hugo Cabret” non manca di suscitare riserve (le impennate di sentimento e l’eccessivo didatticismo nel rincorrere la sua morale edificante potrebbero, a tratti, ammortizzare il ritmo e il coinvolgimento), ma se ci si lascia abbandonare alla comunque invariata magnificenza dello spettacolo scorsesiano, ci si può rendere conto che l’inedito piglio favolistico del racconto non è altro che un veicolo per ricreare con i modi della fiaba la meraviglia della settima arte. Complice anche il sapiente e del tutto calzante sfoggio tecnologico/spettacolare (fotografia del grande Robert Richardson, montaggio della fidata Thelma Schoonmaker, costumi di Sandy Powell, ridondante colonna musicale di Howard Shore e immaginifiche scenografie di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, il tutto esaltato da un 3D finalmente utilizzato con fini validi e mirati) “Hugo Cabret” è infatti l’appassionata lettera d’amore di uno dei più grandi registi del nostro tempo proprio a quel cinema che, con l’arrivo degli effetti speciali, acquistò ulteriore magia e cominciò a far sognare. In questo omaggio sincero e delicato, Scorsese si identifica nel George Méliès dell’efficace Ben Kingsley, sostenendo che l’annullamento di sè in funzione della propria arte e l’irriconoscente incomprensione da parte della società siano l’amaro prezzo di un’assoluta, dilagante ed incontrastata passione per il cinema. Golden Globe alla miglior regia e 5 premi Oscar: fotografia, scenografia, effetti visivi, montaggio sonoro e mixaggio sonoro.




Aspettavo un film così, perché gli horror o i fantasy non mi fidavo a guardarli con gli occhialini, mentre Scorsese è uno dei miei appuntamenti fissi al cinema. Quoterei volentieri le tue ultime parole sul cinema.
Lo vedrò sicuramente! ciao
un gran bel film, davvero
sarà premiato (come spero) o Scorsese prenderà una bacchettata sulle dita?
molti nemici si è fatto, con la sua brutta abitudine di dire sempre quello che pensa…
Devo ancora vederlo ma, poiché immagino già un film “alla Méliès”, mi piacerà senz’altro.
@ Gegio: Sì, finalmente una tecnologia digitale del tutto giustificata: per un film sull’uomo che per primo ha scoperto e sperimentato gli effetti speciali, la scelta del 3D è sicuramente azzeccata.
@ Barbarella: Personalmente lo consiglio vivamente: nonostante il cambio di registro, la maestria di Scorsese è sempre la stessa.
@ il bibliofilo: Per quanto riguarda gli Oscar, personalmente credo che almeno il premio per la migliore scenografia a Ferretti sia ormai sicuro. Nelle categorie principali potrebbe anche succedere che il superfavorito “The Artist” vinca come miglior film e Scorsese come miglior regia. Staremo a vedere!
@ cinemasema: Sì, il film è proprio un omaggio a Mèlies e alla magia della settima arte. Certo si può dire che quest’anno, da Scorsese a “The Artist”, si omaggia il grande cinema di un tempo.
Ho citato la tua recensione di Hugo Cabret in un post di Cinepolis
“Hugo Cabret: la stampa e i blogger sul nuovo film di Martin Scorsese. Dite la vostra”.
http://dino-freezone.blogspot.com/2012/02/le-recensioni-di-hugo-cabret-la-stampa.html
Cinepolis
Dino Romans
http://dino-freezone.blogspot.com/
Non mi è piaciuto per nulla, l’avevo eletto in anticipo come film del mese, sicuramente il più atteso da me e si è rivelato una delusione immensa.
comunque anche io ti ho assegnato un premio!
@ perso nel mondo del cinema: Sicuramente è un film che continua, nel bene o nel male, a dividere pubblico e critica. Ad ogni modo, ringrazio per il premio!